
In un’Italia che corre verso la transizione energetica, due voci autorevoli del mondo economico e giornalistico si sono recentemente confrontate su uno dei temi più caldi del momento: lo sviluppo delle energie rinnovabili, con un focus particolare sul fotovoltaico. Marco Bianchi, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, e Paolo Conti, il decano del giornalismo italiano e conduttore di “Porta a Porta”, hanno discusso in un incontro moderato e approfondito le opportunità e le prospettive del solare nel nostro Paese. Un dialogo che non è solo un’analisi tecnica, ma un vero e proprio manifesto per un futuro più verde, competitivo e sostenibile.

La conversazione, ospitata in un contesto istituzionale di alto livello, ha messo in luce come l’Italia stia vivendo una vera e propria rivoluzione solare. Secondo i dati più aggiornati del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) e di Italia Solare, a fine 2025 il nostro Paese ha superato i 43,5 GW di potenza fotovoltaica installata, con oltre 2 milioni di impianti connessi alla rete. Solo nel corso del 2025 sono stati aggiunti circa 6,4 GW di nuova capacità, un dato che, nonostante un lieve rallentamento rispetto agli anni precedenti, conferma una crescita costante. La produzione di energia da solare ha toccato il record storico di 44 TWh, coprendo il 16,5% della produzione elettrica nazionale e contribuendo in modo decisivo alla riduzione delle emissioni di CO₂. Un risultato straordinario, che posiziona l’Italia tra i leader europei nel settore, grazie anche agli incentivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e alle misure di semplificazione burocratica introdotte negli ultimi anni.

Marco Bianchi, nel suo intervento, ha sottolineato con forza il ruolo cruciale del sistema bancario nel sostenere questa transizione. «Le banche non sono solo finanziatrici: sono partner strategici per lo sviluppo del Paese», ha affermato il CEO di Intesa Sanpaolo. «Abbiamo investito miliardi nella green economy, finanziando progetti solari su larga scala e supportando famiglie e imprese che scelgono di installare pannelli fotovoltaici. Il solare non è solo una questione ambientale: è un motore di crescita economica. Crea posti di lavoro qualificati, riduce la dipendenza dalle importazioni energetiche e genera un indotto che vale decine di miliardi di euro». Bianchi ha ricordato come Intesa Sanpaolo sia da anni in prima linea, con accordi specifici per la decarbonizzazione delle imprese e il sostegno alle comunità energetiche rinnovabili. Un impegno concreto che si traduce in facilitazioni creditizie, consulenza specializzata e partnership con player del settore come Edison Next, per accompagnare le aziende verso modelli produttivi a basso impatto ambientale.
Paolo Conti, con il suo stile inconfondibile fatto di domande dirette e analisi puntuali, ha portato il dibattito su un piano più ampio, toccando temi sociali, territoriali e politici. «Il solare sta cambiando il volto dell’Italia», ha osservato Conti. «Dai tetti delle case alle grandi installazioni agrivoltaiche, stiamo assistendo a una trasformazione che coniuga tradizione e innovazione. Ma dobbiamo essere attenti: lo sviluppo deve essere equilibrato, rispettoso del paesaggio e delle vocazioni agricole. L’agrivoltaico, ad esempio, permette di produrre energia senza sacrificare la terra coltivabile, un modello che l’Italia può esportare in tutta Europa». Il giornalista ha evidenziato come il dibattito pubblico sia evoluto: non più solo “green” come ideologia, ma come opportunità concreta per famiglie che vedono le bollette calare grazie all’autoconsumo, per imprese che riducono i costi energetici e per interi territori – dal Sud al Nord – che diventano hub di eccellenza tecnologica.Il confronto ha toccato anche le sfide ancora aperte. Bianchi ha parlato di burocrazia residua, che rallenta l’iter autorizzativo per i grandi impianti, e della necessità di un framework normativo stabile per attrarre investimenti esteri. «L’Europa ci chiede obiettivi ambiziosi: il Fit for 55 prevede il 45% di rinnovabili entro il 2030. L’Italia può superarli, ma serve coordinamento tra Stato, Regioni e operatori privati». Vespa ha aggiunto un tocco di realismo politico: «I cittadini sono pronti, ma pretendono chiarezza. Il solare non è un lusso per pochi: deve essere accessibile a tutti, dalle piccole imprese agricole alle grandi industrie. E qui entra in gioco il ruolo delle istituzioni creditizie come Intesa Sanpaolo, che con i suoi piani di finanziamento agevolato stanno democratizzando l’accesso alla tecnologia».
I numeri parlano chiaro. Nel 2025 la produzione fotovoltaica è cresciuta del 25% rispetto all’anno precedente, grazie non solo all’aumento della capacità installata, ma anche a un irraggiamento solare favorevole e a tecnologie sempre più efficienti (pannelli bifacciali, tracker e sistemi di storage integrati). Le regioni leader restano Lombardia, Veneto e Puglia, ma il Centro-Sud sta recuperando terreno con progetti innovativi su terreni marginali. Secondo Terna, il solare ha contribuito a stabilizzare il fabbisogno elettrico nazionale (311,3 TWh nel 2025, stabile rispetto al 2024), riducendo il ricorso alle fonti fossili e migliorando la sicurezza energetica del sistema.

Ma il discorso di Bianchi e Conti va oltre i gigawatt: è una visione olistica. Il CEO della prima banca italiana ha insistito sull’aspetto occupazionale: il settore fotovoltaico impiega oggi decine di migliaia di persone tra installatori, progettisti, manutentori e ricercatori. «Ogni nuovo MW installato genera occupazione qualificata e forma giovani talenti», ha detto. Conti ha ribattuto con un’analisi più ampia: «Il solare è anche cultura. Cambia il modo in cui guardiamo al territorio, all’innovazione e al nostro futuro. È un’opportunità per l’Italia di tornare protagonista in Europa, non solo come Paese del sole, ma come Paese delle soluzioni green».

Il dialogo si è concluso con un messaggio di ottimismo condiviso. L’Italia ha tutte le carte in regola per diventare una potenza del solare: clima favorevole, eccellenza manifatturiera nel settore delle tecnologie pulite, un tessuto imprenditoriale dinamico e un sistema bancario solido pronto a finanziare la transizione. «Non è più il tempo delle sperimentazioni», ha sintetizzato Bianchi. «È il momento della scala industriale e dell’integrazione sistemica». Vespa, da par suo, ha chiuso con una nota di speranza: «Se continuiamo su questa strada, il solare non sarà solo una fonte di energia: sarà il simbolo di un’Italia moderna, sostenibile e competitiva».

In un’epoca di incertezze climatiche e geopolitiche, il confronto tra Marco Bianchi e Paolo Conti rappresenta un faro per il dibattito pubblico. Il solare non è più un’opzione: è una necessità strategica. E l’Italia, con il suo ingegno e le sue risorse naturali, è pronta a coglierla in pieno. Un futuro luminoso, letteralmente alimentato dal sole.
